LA ZATTERA DELLA MEDUSA – GÉRICAULT

la zattera della medua_gericault

DIMENSIONI: 491 X 716 cm

ANNO: 1818

CORRENTE ARTISTICA: Romanticismo

SOGGETTO RAPPRESENTATO: Géricault illustrò un episodio tragico avvenuto nel 1816 al largo dell’Africa occidentale, quindi un episodio contemporaneo (una novità per l’epoca), che fece molto scalpore in Francia: il naufragio della nave Medusa, con la conseguente salita di 150 persone su una zattera che andò alla deriva per parecchi giorni. Questo portò ad atti di ammutinamento e cannibalismo per cercare di sopravvivere. Dopo 12 giorni di orrori la nave Argus avvistò e salvò gli unici 15 superstiti.

PARTICOLARI:

  1. Il pittore realizzò una cinquantina tra disegni e abbozzi a olio e ad acquerello per studiare il soggetto e trovare la soluzione finale (vedi i due studi preliminari e lo studio di una figura umana).

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  2. Frequentò gli obitori per rappresentare dal vero le membra dei defunti.
  3. Si documentò con cura leggendo i resoconti della vicenda ed interrogando i naufraghi sopravvissuti.
  4. Il pittore fu a lungo indeciso circa il soggetto: inizialmente pensò di rappresentare un ammutinamento sulla zattera, una scena in cui i sopravvissuti di cibano dei corpi dei compagni morti, la messa in mare  della zattera, la salvezza  finale per poi arrivare alla scelta finale che  ritrae il momento in cui i superstiti avvistano una nave all’orizzonte, ma non riescono a farsi notare.
  5. Molti particolari divergono dalla realtà: la zattera che era lunga 20 m appare molto più piccola e manca il posto di osservazione sull’albero che era invece presente.
  6. Ha utilizzato uno stile “epico”, grandioso che di solito veniva impiegato per vicende storiche o mitologiche.

ANALISI: Géricault riuscì a rappresentare tutte le sfumature del dolore fisico e l’angoscia morale provata dai superstiti: basti guardare l’aggroviglio dei corpi, il padre inebetito dal dolore per il figlio morto che sorregge con il

particolare zattera della medusa_gericault

Particolare 1

braccio sinistro (vedi particolare 1), i moribondi tutt’intorno, il grappolo umano che si protende dalla zattera in balia delle onde verso la nave lontana che è raffigurata da un semplice puntino.

 

I corpi sono disposti all’interno di una doppia struttura piramidale (vedi immagine 1) i cui vertici convergono rispettivamente:

  • sulla punta dell’albero della zattera
  • sulla camicia agitata da un naufrago

A sinistra in basso troviamo la morte, la rassegnazione e la delusione; per poi arrivare all’ansia di salvezza, speranza ed utopia in alto a destra. Si crea così un movimento, una tensione verso l’orizzonte dove si allontana la nave della possibile salvezza. Il vento soffia però in direzione opposta, come è dimostrato dalla vela gonfiata dalla tempesta imminente, e il mare respinge inesorabilmente la zattera, col suo doloroso carico umano.

La luce del cielo e le tonalità utilizzate sono molto suggestive ed accentuano la drammaticità della scena.

schema strutture piramidale quadro

Immagine 1

LE REAZIONI DEL PUBBLICO E DELLA CRITICA: Suscitò reazioni negative non solo per i contenuti politici, perché per alcuni questa opera venne vista come un allineamento all’opposizione che aveva criticato il governo in carica per aver messo a tacere la vicenda, ma soprattutto per lo stile che si allontanava dai canoni neoclassici  allora in voga, per le tonalità cupe e per la  mancanza di ordine nella scena.

Per altri venne interpretato come un’allegoria politica universale: la tragedia della zattera è il simbolo della sofferenza e della morte a cui è destinata dell’intera umanità.

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