SANKT LEOPOLD AM STEINHOF – OTTO WAGNER

Otto Wagner's St Leopold Church. Vienna, Austria.

LUOGO: Vienna

ANNO: 1902 – 1907

INCARICO: Wagner vince il concorso riguardante la realizzazione di un ospedale psichiatrico, nel 1902, ma nonostante la vittoria gli fu commissionato solo la costruzione della chiesa San Leopoldo che fa parte del complesso ospedaliero.

PARTICOLARI:

  1. Wagner affronta i principi di Semper (1803 – 18979) del rivestimento.
  2. Wagner all’interno copre le superfici della struttura in cls armato con lastre marmoree e nei rari casi in cui il calcestruzzo viene lasciato a vista è lavorato finemente in modo da renderlo simile al granito o all’intonaco.
  3. Nel seguire il principio stemperiamo del rivestimento elimina dalla parete le figure dell’ordine architettonico (lesene, paraste, colonne ecc). Le colonne sono impiegate secondo l’accezione semperiana, come elementi svincolati da ogni implicazione strutturale, liberi di esprimere soltanto significati simbolici.
  4. La sua architettura privilegia della parete il valore di involucro e non quello di struttura.
interno_cupola_chiesa san lepoldo_wagner_vienna

vista interna della cupola

Otto Wagner's St Leopold Church. Vienna, Austria.

interno

 

  DESCRIZIONE: E’ edificata sul punto più alto della zona, su una altura, e la cupola d’oro di stile palladiana è visibile da lontano.

Il cantiere inizia nel 1905 e all’impresa prendono parte altri artisti come Solo Moser che esegue le vetrate ed il mosaico di fondo raffigurante la Promessa dei Cieli, poi partecipano vari scultori ed altre figure professionali.

Nel pensiero di Wagner la collaborazione con esponenti di altre discipline risulta di virale importanza, poiché è tramite questa fusione che si ottiene un’opera d’arte totale.

E’ a pianta centrale (croce greca) coperta da un’alta cupola emisferica in rame dorato.

All’ingresso troviamo una scalinata e quattro possenti colonne sovrastate da statue di angeli in preghiera.

Le pareti sono rivestite da lastre di marmo di 2 cm fissate da bulloni con testa di rame che con il loro andamento irregolare costituiscono una sorta di decorazione.   

Dall’esterno vediamo due torri poste ai lati dell’ingresso principale e sormontate da due statue in rame con i due santi patroni della Bassa Austria: San Leopoldo e San Severino; e poi ci sono ampie finestre con tre aperture dette a serliana.

L’organizzazione degli spazi appare improntata a criteri pratici: l’entrata è divisa in tre parti per permettere agli uomini di entrare a destra e le donne a sinistra, mentre quella centrale si utilizza nelle celebrazioni solenni. Ancora, il settore destinato ai pazienti è separato da quello del personale di servizio e dei visitatori a loro volta ripartiti in uomini e donne. C’è grande attenzione agli arredi (prezioso è il fastoso baldacchino dorato bizantineggiante di Remigius Geuling posizioanto nel presbiterio), all’acustica misurata con appositi apparecchi e all’illuminazione ottimale dell’ambiente, tesa a evitare fenomeni di riflessione. Inoltre, per far si che la funzione possa essere vista e seguita da ogni parte della chiesa, in prossimità dell’altare il pavimento viene fatto digradare di 30 cm.

I locali di servizio sono ricavati all’interno della cupola grazie all’inserimento di un solaio tra la calotta interna e quella esterna.

All’interno troviamo: il pavimento con piastrelle caratterizzate da piccoli quadrati neri, un rivestimento di marmo grigio copre le bianche pareti fino a 3 m e la copertura è percorsa da un reticolato dorato che, non a caso, serve anche a fissare la maglia metallica del soffitto.

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