GLI OGGETTI SCOMODI

A quanti è capitato per esempio di sedersi su una sedia e pensare “maremma quanto è scomoda!!”, oppure prendere in mano una tazzina ed ustionarsi le dita, perché il manico era troppo piccolo da poter tenere per bene in mano?!?! La colpa è del progettista!!! Che non ha pensato a tutte le differenti e possibili realtà dell’interazione fra il prodotto e l’utilizzatore e non ha saputo interpretare i bisogni e le aspettative dell’utente traducendole in ipotesi e soluzioni progettuali.

Chi a che fare con il design sa (poi se non le applica è un altro discorso) che ci sono delle regole basilari da rispettare affinché l’oggetto in questione venga utilizzato in maniera giusta e provochi nell’utente comfort e soddisfazione.

I principi di base, da tenere di conto, per incentrare il progetto sull’utente, sono:

1. LA VISIBILITA’: Cioè le informazioni relative al funzionamento di un oggetto (come i meccanismi di comando) devono essere ben evidenti.

2. IL FEEDBACK: Tradotto “informazione di ritorno”, cioè è quel segnale che ci fa capire se l’azione ha avuto un seguito e se l’azione compiuta è giusta o sbagliata. Ad esempio quando clicchiamo l’interruttore nel modo giusto, il feedback non è altro che l’accensione della luce che ci fa capire che abbiamo compiuto l’azione nella maniera corretta.

feeback

3. L’AFFORDANCE: Letteralmente “autorizzazione” ci fa capire come si può muovere un oggetto, quale è la sua funzione, quali sono per esempio le parti da far combaciare o incastrare ecc.affordance

E SE TUTTI QUESTI PRINCIPI VENISSERO IGNORATI, CANCELLATI E RIBALTATI?????????

Sicuramente si otterrebbe un risultato simile agli oggetti pensati da una giovane  e geniale designer greca di nome Katerina Kamprani che ha completamente stravolto tali concetti!!! Infatti fra gli oggetti d’uso comune da lei rivisitati possiamo trovare un annaffiatoio che però non può essere utilizzato per tale funzione, oppure un paio di stivali impermeabili aperti sulla punta e tanti altri oggetti resi totalmente inutilizzabili. Guardare questi prodotti provoca inizialmente un senso di fastidio, perché il nostro cervello di primo acchito non “capisce” quello che vediamo e non lo “accetta” dato che è abituato ad utilizzare quel determinato oggetto in un certo modo, poi subentra il senso dell’ironia perchè ti immedesimi nell’utilizzare il prodotto in questione e quindi sorridi.. 😀

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