LA MORTE DI MARAT – JACQUES LOUIS DAVID – 1793

morte di Marat_DavidDIMENSIONI: 162 X 125

ANNO: 1793

CORRENTE ARTISTICA: Neoclassicismo

SOGGETTO RAPPRESENTATO: Rappresenta uno dei protagonisti della Rivoluzione francese, Jean-Paul Marat, che fu assassinato nel 1793 per mano di una aristocratica girondina (Charlotte Corday). David, a tre mesi dalla sua morte, volle subito tradurre il delitto in un dipinto.

PARTICOLARI:

  1. David ammirava Marat e questo lo si può capire dalla dedica che ha apposto alla base dell’umile cassa su cui la vittima teneva gli oggetti necessari per la scrittura.
  2. David sottolinea la povertà in cui viveva Marat: dalla cui dipende la severità ambientale in cui si conclude la sua vita, una stanza dalle pareti nude, assolutamente prive di qualsiasi orpello.
  3. David elimina qualunque elemento accessorio per concentrarsi sull’essenziale, sul dramma.
  4. La drammaticità è data dal braccio senza vita, al cui fianco è collocato il coltello dell’assassina.

ANALISI: La donna che lo assassinò si era introdotta da lui con un coltello nascosto nel suo abito con la scusa di porgergli una lista di persone che avrebbero dovuto essere giustiziate come nemiche della Francia: fu tuttavia ghigliottinata lei stessa poco dopo il delitto, e Marat sepolto al Panthèon, dopo un funerale grandioso organizzato da David stesso. In mano Marat tiene la lettera di Charlotte che recita: “Cittadino, basta la mia grande infelicità ad assicurarmi la vostra benevolenza”. David rappresenta quando tutto è accaduto perché secondo lui è più importante il commento storico al fatto.

Lettera di Charlotte_morte di Marat_David

Marat ci appare come un martire della Rivoluzione, impegnato fino all’ultimo a beneficare un cittadino, proteso al bene comune nonostante le personali sofferenze per una malattia della pelle che lo costringevano a passare gran tempo dentro una vasca per lenire il dolore.

L’idea del martirio evocava immediatamente, per un pittore di formazione classicista come David, modelli figurativi eminenti, tratti dall’iconografia cristiana, e non a caso l’abbandono del corpo di Marat è lo stesso che Caravaggio aveva impresso al suo Cristo deposto. La testa reclinata è il centro ideale della composizione, a sottolineare la pesantezza e la fragilità della condizione di morte.

Il dipinto isola ed evidenzia la figura di Marat esanime su uno sfondo neutro, bilanciando la disposizione su assi che rendono le varie parti asimmetriche ma equilibrate (ponderatio classica); la luce proviene dall’alto a sinistra e illumina il volto sereno e gli oggetti del dramma; la descrizione degli oggetti è precisa (si legge il testo della lettera).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...