LA PRIMAVERA – BOTTICELLI- 1478

La Primavera_Botticelli.jpg

DIMENSIONI: 203 X314 cm

ANNO: 1478

CORRENTE ARTISTICA: Rinascimento

SOGGETTO RAPPRESENTATO: Nel quadro si muovono leggiadri su un prato fiorito, sullo sfondo di un boschetto di aranci, alcuni personaggi mitologici disposti intorno ad un’enigmatica figura femminile, che Vasari individua in Venere. Essi sono legati tra loro solo da un elegante ritmo musicale.

PARTICOLARI:

  1. L’opera va letta da destra a sinistra, perché probabilmente la collocazione originaria imponeva una tale visione.
  2. Nell’opera sono stati contati più di 400 tipi di fiori!
  3. Né un filo d’erba e né un fiore appare piegato. Ne deriva perciò un senso di suggestione e di sogno che trasporta la realtà in una dimensione sovrannaturale, astratta, perfettamente coerente con il contenuto filosofico.
  4. Grande cura è stata riposta da Botticelli, in primo luogo, nelle vesti dei protagonisti, e successivamente anche nei fiori e la vegetazione che circonda tutta la scena.
  5. Il colore dello sfondo, nonostante oggi sia molto più scuro e metta in risalto i protagonisti, in origine doveva essere più chiaro e brillante; infine, l’utilizzo di uno sfondo così semplice e poco dinamico da parte di Botticelli, sarebbe da interpretare come una crisi degli ideali culturali che ci fu all’inizio del Quattrocento, portando, successivamente alle critiche alla società mosse dal Savonarola.
  6. Ci sono innumerevoli letture teorizzate oggigiorno: quella che vi propongo io è un’allegoria filosofica dell’amore platonico (vedi di seguito l’analisi).

ANALISI: Il quadro fu dipinto in occasione del matrimonio di Lorenzo di Pier Francesco dei Medici, che commissionò l’opera.

A destra c’è Zefiro che raggiunge la ninfa Clori, la quale aveva tentato in vano di sfuggire, e viene trasformata in Primavera. Clori è impaurita e dalla bocca gli escono delle margherite. La primavera avanza spargendo fiori.

Lettura filosofica del quadro: Clori, Zefiro e la Primavera simboleggerebbero l’amore sensuale, che da vita. Venere – Humanitas (l’immagine centrale, perno della composizione) mostrerebbe la forma dell’amore platonico accompagnato dalla tre Grazie, interpretate nel Rinascimento come la liberalità, infine Mercurio significherebbe il saggio consiglio e l’intelletto. Tale ipotesi di lettura è stata avanzata da Ernst Gombrich.

Cupido lancia una freccia alle tre grazie danzanti e a sinistra è raffigurato Mercurio intento a scacciare le nubi con un bastone, come a simboleggiare che nessuna tempesta può invadere questo paesaggio.

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