NASCITA DI VENERE – BOTTICELLI- 1483-1485

nascita di venere_botticelli.jpg

DIMENSIONI: 172 x 278 cm

ANNO: 1483 – 1485

CORRENTE ARTISTICA: Rinascimento

SOGGETTO RAPPRESENTATO: E’ ritratta la dea di Citera (isola della Grecia) sostenuta da una conchiglia e sospinta dal soffio di Zefiro verso una spiaggia ed una delle Ore (o Stagioni) le getta un manto ricamato sulla spalla. Quest’ultime sono figure della mitologia greca, figlie di Zeus e di Temi, venivano considerate le custodi dell’Olimpo. In origine erano tre e simboleggiavano il regolare scorrere del tempo nell’alterna vicenda delle stagioni (primavera, estate e autunno fusi insieme, inverno); poi ne fu aggiunta una quarta (allusione all’autunno).

PARTICOLARI:

  1. Nella figura di Venere convergono le linee arcuate dei venti (Zefiro e Aurea) e della donna, una delle cosiddette tre Grazie (Ore). In questa maniera si realizza la tipica musicalità della linea tipica dello stile di Boticelli.
  2. L’inconfondibile espressione malinconica sul volto della dea è quella che caratterizza tutte le figure femminili di Botticelli.
  3. Delicate sfumature tonali conferiscono una volumetria poco accentuata in un ideale supremo di bellezza platonica. Nel volto della dea tuttavia sembra fiorire una certa malinconia.
  4. La composizione appare priva di profondità con il mare ed il cielo che si impostano verticalmente.
  5. Le onde del mare sono rese in modo sintetico, la linea comincia a spezzarsi nell’angolosità della costa e nelle vesti dei personaggi.
  6. Le figure sono leggiadre e non sono presenti le ombre. Questo segna i primi segni della crisi mistica dell’artista.
  7. Sono presenti arcaismi come il collo lungo, i piedi un pò tozzi, le onde e gli occhi a mandorla che mostrano la bellezza spirituale.
  8. Cè una similitudine: Venere nasce dalla spuma come l’anima dei Cristiani dall’acqua salata del battesimo.

ANALISI: Nella Nascita di Venere, dopo un soggiorno a Roma, prendono forma i sofisticati ideali di bellezza del neoplatonismo, per il quale la perfezione esteriore era manifestazione di quella interiore, come viene espresso nell’estetica del filosofo Marsilio Ficino, fondatore del neoplatonismo. 

Il corpo è circondato da una linea sottile e continua che evidenzia la forma, mentre i capelli biondi l’accompagnano morbidamente.

Rispetto alla “Primavera”, nella “Nascita di Venere” assistiamo ad un mutamento piuttosto radicale dello stile di Botticelli: la tavola è dipinta a tempera magra, che produce l’effetto opaco dell’affresco, ed è caratterizzata da una certa noncuranza per la spazialità e da una maggiore bidimensionalità, poiché le figure, chiuse entro una certa linea decisa di contorno, si stagliano nette sull’azzurro del mare e del cielo.

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